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Ciao Luca PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Boldrini   
Lunedì 21 Febbraio 2011 09:06
Stanotte Luca Trombella ci ha lasciato. Luca ha dato tantissimo ai RicAt. Tutte le volte che avevamo bisogno di consigli su come rapportarci al mondo della comunicazione lui c’era. Adesso non c’è più. Ci mancherà tanto: come collega, come persona, come amico.

Grazie Luca!
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Febbraio 2011 09:15 )
 
RicAt@ProssimaFermataItalia PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Boldrini   
Martedì 09 Novembre 2010 14:20

Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Novembre 2010 14:23 )
 
Comunicato Stampa Turnover PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Boldrini   
Mercoledì 14 Luglio 2010 10:13

Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione

La riduzione del turnover uccide i giovani ricercatori del CNR

Con la manovra correttiva appena un quinto delle risorse derivanti dai pensionamenti potrà essere reinvestito per l’assunzione di giovani ricercatori. Scendono così da 155 a 31 i nuovi ingressi nel CNR previsti per il 2011 in tutta Italia, e le risorse perse chissà se verranno mai recuperate.

 

L’associazione RicAt – che raccoglie i ricercatori atipici dell’Area CNR di Pisa, privi cioè di contratto di lavoro a tempo indeterminato – valuta con preoccupazione le misure contenute nella manovra correttiva varata dal Governo e, in particolare, la limitazione del turnover al 20 per cento delle risorse relative ai pensionamenti nel triennio 2011-2013.

Dalla lettura del decreto, sembra che non vi sia alcuna volontà politica di riconoscere alla ricerca il suo ruolo strategico e di favorire l'ingresso di nuovi ricercatori all'interno del CNR. Anzi: da una parte, la manovra fissa un drastico taglio nell’uso del turnover da pensionamenti (nel prossimo triennio solo un dipendente su cinque che andrà in pensione potrà essere sostituito); dall’altra, spinge di fatto un’intera generazione di dipendenti CNR prossimi al pensionamento (almeno 60 nell’Area della Ricerca pisana) a ritirarsi immediatamente, tramite misure come la riduzione delle “finestre” e il posticipo del trattamento di fine rapporto (la liquidazione). Il perverso – e voluto? – effetto combinato di queste due norme è che l’80 per cento delle risorse liberate dai pensionamenti, molte più di quelle che si sarebbero liberate senza gli “incentivi” al pensionamento, e che avrebbero potuto essere investite nel reclutamento di giovani ricercatori, verranno del tutto perse.

I numeri sono chiari: a fronte di 155 nuove assunzioni previste nel 2011 dal CNR in tutt’Italia grazie ai fondi del turnover, la manovra ne salverebbe appena 31. 124 posti di lavoro andrebbero persi, probabilmente per sempre.  E Pisa, che del CNR è la principale articolazione periferica, rischia di essere la vittima sacrificale.

Il risultato netto è – ancora una volta – fare cassa sulla pelle dei giovani, impedire il ricambio generazionale e tagliare le gambe a un’intera generazione di ricercatori. Con perdite inevitabili in termini di competenze e sviluppo futuro. Infatti, il contributo più innovativo che un ricercatore dà nella sua carriera si concentra tipicamente nei primi dieci anni di attività. Senza un ricambio generazionale, la qualità della ricerca va inesorabilmente a degradarsi. Così, mentre nel resto d’Europa i tagli vengono indirizzati verso settori meno strategici, l’Italia continua ad aspettarsi contributi dai giovani senza dar loro in cambio delle prospettive occupazionali chiare. La ricerca su base volontaristica deve terminare: come si può continuare a chiedere a lavoratori altamente qualificati, che lo Stato stesso ha formato con i soldi pubblici, di mettersi al servizio della ricerca per pochi soldi e senza prospettive di carriera?

L’associazione RicAt riconosce la necessità di tagliare la spesa pubblica: ma questi tagli dovrebbero andare a colpire gli sprechi e le inefficienze, non mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa degli Enti di Ricerca. Soprattutto, non dovrebbero essere così fortemente penalizzate le fasce più deboli e – spesso – più creative ed attive dei lavoratori: i giovani ricercatori. Non è un'ottusa difesa corporativistica del posto di lavoro: i ricercatori atipici, che già oggi rappresentano circa la metà dei ricercatori dell’Area CNR di Pisa, hanno sempre difeso la selezione per merito, la competizione aperta nell’accesso alle posizioni, la valutazione continua e la responsabilizzazione a tutti i livelli nel settore della ricerca.

 

Questo attacco, miope, alle risorse più importanti per lo sviluppo e la competitività impone che le istituzioni si attivino a tutti i livelli per ottenere la modifica in via prioritaria degli aspetti più deleteri del decreto e, in particolare, le norme relative al blocco del turnover. Una correzione che è, prima di tutto, nell’interesse del Paese.


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Luglio 2010 12:54 )
 
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