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Scritto da Administrator   
Venerdì 30 Aprile 2010 12:54
Recentemente l’associazione è stata citata sulla stampa con riferimento alla vicenda dei 16 lavoratori atipici del Registro.it, afferente all’Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del CNR di Pisa, e da più parti siamo stati invitati a esprimere il nostro punto di vista sulla vicenda.
L’associazione RicAt, fin dalla sua origine, si è sempre focalizzata sulle problematiche legate alla ricerca e al tema dell’atipicità del lavoro in particolar modo all’interno dell’Area della Ricerca del CNR di Pisa. La figura professionale ricoperta dai 16 lavoratori precari del Registro.it rappresenta un caso specifico di atipicità nella nostra Area, nell’ambito di una situazione di precarietà molto più vasta e variegata in termini di competenze, profili professionali, anzianità e forme contrattuali. Complessivamente, il personale CNR precario ed atipico dell’Area non in formazione, esclusi cioè dottorandi e assegnisti con meno di 3 anni di anzianità, conta circa 350 persone su un totale di 1000 lavoratori. In particolare, i lavoratori CNR precari ed atipici direttamente riconducibili all’attività di ricerca sono circa 300 su un totale di 670.
Nel caso specifico dei 16 precari dei Registro.it, le loro mansioni, strettamente legate alla modalità di registrazione manuale dei dati pervenuti via fax, vengono progressivamente a mancare, come previsto dall’entrata in vigore della nuova procedura automatizzata per la registrazione dei nomi a dominio. In particolare, a partire dal 2011 non verranno bandite all’interno dell’IIT nuove procedure concorsuali per l’attribuzione di co.co.co. per ricoprire queste mansioni, come invece è avvenuto regolarmente negli anni passati. La loro storia, soprattutto in riferimento a coloro che hanno maturato l’anzianità più elevata (10 anni), ci ha fortemente colpito dal punto di vista umano. Infatti, comprendiamo la situazione personale che questi precari stanno vivendo, in quanto molti lavoratori atipici della ricerca vivono nell’Area situazioni analoghe, rischiando periodicamente l’interruzione del proprio rapporto di lavoro, spesso a causa della mancanza di fondi relativi a progetti di ricerca.
Tutti i lavoratori atipici, nel momento in cui vedono terminare il proprio rapporto di lavoro, non sono supportati da Stato, Regioni e Comuni, i quali non sono in grado di offrire un sistema di welfare e ricollocamento che un mercato del lavoro flessibile necessariamente richiede. Dopo anni di lavoro precario e in particolar modo atipico, un cittadino dovrebbe essere accompagnato nel suo ricollocamento produttivo all’interno della società tramite sussidi di disoccupazione significativi, un mercato del lavoro più aperto, l’accesso a corsi di formazione e riqualificazione professionale. Nel  caso dei 16 lavoratori precari del Registro.it, in mancanza di un adeguato supporto da parte delle altre istituzioni, l’Istituto IIT ha intrapreso alcune di queste azioni, già nel corso degli anni passati, soprattutto nell’ambito della formazione del personale. Inoltre, nell’ultimo periodo la direzione dell’IIT si è preoccupata di attivare varie iniziative, come ad esempio l’aumento dell’offerta formativa e l’organizzazione di colloqui dedicati con industrie del settore. Ha inoltre cercato di alimentare il coinvolgimento attivo della Provincia di Pisa nell’individuazione di possibili soluzioni. Questo ha rappresentato un trattamento assolutamente non comune per questi lavoratori, anche rispetto agli altri lavoratori precari dell’Area che lavorano nel settore ricerca. Crediamo che su questa linea si possa e si debba continuare coinvolgendo quanto più possibile i lavoratori, in particolar modo nella definizione di un’offerta formativa certificata.
La nostra associazione ritiene che la richiesta di questi 16 lavoratori di un ricollocamento presso il CNR debba essere estesa anche al tessuto produttivo cittadino e che una nuova forma di stabilizzazione o ricollocamento all’interno dell’IIT o del CNR tramite concorsi ad-hoc non sia una soluzione auspicabile.
Riteniamo infatti opportuno un coinvolgimento di tutto il tessuto produttivo cittadino al fine di aumentare le possibilità di una ricollocazione che permetta la valorizzazione delle specifiche professionalità di ogni lavoratore. Individuare una soluzione univoca per tutti i 16 lavoratori coinvolti sarebbe molto difficile, soprattutto a causa dell’eterogeneità nei titoli di studio (solo alcuni di loro sono in possesso di una laurea) e nell’anzianità di servizio che li caratterizza. Chiediamo che venga considerata con particolare attenzione la situazione di quelle persone che, avendo maturato un’elevata anzianità (circa 10 anni), hanno visto generarsi delle aspettative di continuità del proprio rapporto di lavoro. Come sempre sostenuto dalla nostra associazione, un precariato di così lunga durata non è accettabile ed è necessaria una regolamentazione condivisa per un uso appropriato delle forme di contratto precario ed atipico.
Per quanto riguarda un eventuale ricollocamento presso l’IIT o il CNR, la nostra associazione ritiene che esso non possa che essere inquadrato all’interno di un principio generale: gli Istituti devono individuare le proprie esigenze di figure professionali, sulla base delle quali devono essere banditi concorsi pubblici, gestiti secondo criteri meritocratici, a cui anche le persone direttamente coinvolte in questa vicenda possono partecipare. Ciò è indispensabile per evitare soluzioni e trattamenti speciali, individuati caso per caso, per risolvere i problemi di atipicità, soprattutto in una realtà dove tali problemi sono molto diffusi come nell’Area della Ricerca di Pisa. In generale, e soprattutto negli enti pubblici di ricerca, il principio del diritto al lavoro va necessariamente coniugato con una gestione efficiente dell’Ente e, quindi, dei singoli Istituti, secondo le loro linee strategiche e gli obiettivi istituzionali. La pura salvaguardia di posti di lavoro senza considerare le reali esigenze degli Istituti di ricerca rischia di sconfinare facilmente in forme di assistenzialismo, che gli stessi 16 lavoratori precari dichiarano giustamente di non volere.
Ai lavoratori atipici del Registro.it va l’appoggio nel rivendicare più diritti e uno Stato che offra più garanzie ai lavoratori precari e in particolar modo agli atipici. Tali garanzie però devono essere ricercate tramite un’azione coordinata tra enti pubblici e privati volta a valorizzare le competenze dei 16 lavoratori precari attraverso un lavoro che generi ricchezza umana ed economica.
 
E cosa ne sarĂ  dei precari post-stabilizzazioni? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 14 Aprile 2010 00:00
La popolazione stanca e silenziosa dei precari non è sparita, c’è ancora.
Bisogna ri-iniziare tutti insieme a chiedere con vigore che la ricerca abbia un suo posto e un suo ruolo, che ci siano concorsi annuali che permettano una entrata continua di menti nuove e dove la parola “anzianità” sia quanto meno affiancata se non sostituita completamente da “merito”, da numero di pubblicazioni e brevetti.
 
CERIMONIA CONSEGNA PRIMO PREMIO RICAT PER LA RICERCA FATTA DAI PRECARI PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Tesconi   
Martedì 17 Novembre 2009 15:03

Premio RicatMERCOLEDI 25 novembre 2009 dalle ore 15 alle ore 16:30 presso l'Auditorium dell’Area della Ricerca Cnr di Pisa via G. Moruzzi, 1 – Pisa

L’associazione RicAt, Ricercatori Atipici dell’Area della Ricerca del CNR di Pisa, è lieta di annunciare la cerimonia di consegna del Premio RicAt 2009 per la ricerca fatta dai precari. Durante tale cerimonia, i vincitori dei tre premi da 1.000 € messi in palio dalla nostra associazione illustreranno l’attività svolta in questi anni. A tale cerimonia parteciperà il Presidente dell’Area della Ricerca Dott. Claudio Montani e alcuni Direttori degli Istituti dell’area.

L’associazione RicAt ha per scopo la promozione della consapevolezza delle problematiche inerenti il mondo della ricerca e la tutela dei diritti di tutti coloro che svolgono attività di ricerca o attività ad essa connesse presso l’area del CNR di Pisa senza essere inquadrati con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Quest’anno i RicAt hanno indetto un premio per i ricercatori precari più meritevoli. L’associazione in questi anni si è autofinanziata, grazie ai suoi iscritti ed ai suoi soci sostenitori, ed è oggi in grado di mettere in palio 3.000 € per premiare tre fra i ricercatori precari più meritevoli dell’area.

Il premio si divide in 3 categorie:

  • A. Scienze fisiche
  • B. Scienze sociali, Ingegneria
  • C. Scienze della vita

PROGRAMMA

  • saluto del Presidente dell’Area Claudio Montani
  • introduzione di Fabrizio Falchi (Pres. dell’associazione RicAt)
  • interventi dei Direttori degli Istituti presenti
  • premiazione dei vincitori
  • presentazione dell'attivitĂ  di ricerca svolta da parte dei tre vincitori

Le commissioni giudicanti sono state formate, per ognuna delle 3 categorie, dai direttori degli istituti (o capi-commessa, o loro delegati).
Con tale premio l’associazione RicAt intende:

  • mostrare la qualitaĚ€ e la quantitaĚ€ della ricerca realizzata dai precari dell’area;
  • far conoscere fuori dall’area parte dell’eccellente lavoro che in questi anni i ricercatori precari hanno svolto;
  • dimostrare che i ricercatori atipici dell’area sono pronti a competere sulla base del merito;
  • evidenziare la fiducia nel giudizio, nell’etica e nella preparazione scientifica dei direttori chiamati alla difficile scelta dei vincitori.
Vi aspettiamo quindi Mercoledì 25 Novembre presso l'Auditorium dell'Area della Ricerca di Pisa. Dopo la cerimonia di premiazione, alle ore 17 proseguiranno gli interventi del ciclo di conferenze a carattere divulgativo AreAperta a cui vi invitiamo a partecipare.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Novembre 2009 15:15 )
 
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