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Al Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani e p. c. Al Direttore Generale f.f., Dott.ssa Novella Coppa Al Consiglio di Amministrazione dell'Ente Oggetto: Incontro con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Egregio Prof. Maiani, molte notizie si rincorrono in questi giorni sul futuro del processo di stabilizzazione e più in generale sul futuro di tutti i lavoratori precari impiegati nel nostro Ente. L'abrogazione delle norme sulla stabilizzazione prevista dall'art. 37 bis del disegno di legge 1441 in discussione in Parlamento, la riduzione del 10% della spesa legata alla pianta organica del CNR, il limite di 3 anni per i contratti atipici all'interno della stessa amministrazione, l'impiego del turn over limitatamente alla cessazione dal servizio (questi ultimi provvedimenti già previsti dalla legge 133/2008), impongono una seria ipoteca sul futuro di migliaia –di fatto un'intera generazione- di ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi ed in generale di tutto il personale con contratti atipici, oltre a penalizzare la ricerca nel nostro Paese e ad indebolire il più importante ente di ricerca nazionale. Tali ragioni hanno spinto i precari e una gran parte di tutto il personale della ricerca, con il sostegno di molti direttori di istituto e presidenti d'area, a proclamare lo stato di agitazione e ad indire manifestazioni in tutto il Paese, allo scopo di far ritirare l'art. 37 bis e modificare l'atteggiamento vessatorio verso quel mondo della ricerca in cui pure risiede con ogni probabilità la soluzione ai problemi di competitività che affliggono il Paese, come a parole riconosciuto da molti. A breve si terrà un incontro tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Brunetta ed i Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca, che auspichiamo sia l'occasione per discutere l'impatto della politica dell'esecutivo sul mondo della ricerca e sul futuro dei molti precari che di questa rappresentano un ingente patrimonio in termini di competenze, idee e progettualità . Siamo certi che Lei, come ricercatore illustre prima ancora che Presidente del CNR, vorrà rappresentare tutto il personale precario del nostro Ente e rivendicare per esso dignità , diritti acquisiti e prospettive di lavoro. Auspichiamo in particolare che Lei possa: richiamare e difendere il principio sancito dalle leggi finanziarie 2007 e 2008, secondo cui il precariato va ricondotto a livelli fisiologici anche attraverso il processo di stabilizzazione in corso, riconoscendo i diritti acquisiti; chiedere l'abrogazione delle norme della legge 133/2008 riferite alla riduzione della pianta organica del CNR, al ridotto utilizzo del turn over ed al limite di impiego dei 3 anni per i contratti atipici; recuperare, attraverso il piano triennale di assunzioni in fase di stesura, il deficit di pianta organica dell'Ente attraverso nuovi concorsi a cadenza annuale, che permettano una programmazione della ricerca e una valorizzazione della formazione e delle capacità acquisite dal personale precario atipico; sostenere la necessaria autonomia dell'Ente nella gestione delle assunzioni di personale, pur nei limiti di bilancio previsti dalla legge, con snellimento delle procedure per l'effettuazione di nuovi concorsi. Certi che la Sua conoscenza del mondo della Ricerca e delle sue peculiarità rappresenti il miglior sostegno alle nostre richieste, porgiamo distinti saluti, Lettera stilata da un coordinamento di precari del CNR e inviata dalla presidenza dell’area della ricerca di Pisa, occupata dai precari dell’associazione RicAt per manifestare contro la politica di cancellazione di diritti acquisiti e di tagli alla ricerca messa in atto dal governo in carica.
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